Il Produttore
Situato a Lugon-et-l'Île-du-Carnay, in prossimità immediata della Dordogna, il Castello della Vecchia Cappella si articola attorno a una antica cappella romanica dell'XI secolo, testimone di un passato sia religioso che commerciale legato al trasporto del vino via fluviale. Il dominio è stato ripreso nel 2006 da Fabienne e Frédéric Mallier dopo una lunga ricerca di senso e di luogo. Il loro progetto supera immediatamente la semplice produzione di vino: si tratta di costruire un luogo di vita coerente, mescolando vigneto, accoglienza e impegno agricolo, in una logica profondamente familiare e autonoma.
Il vigneto è impiantato su suoli alluvionali della Dordogne, composti da argille fini profonde e da limo ricco di materia organica, offrendo una struttura viva e fertile. La prossimità del fiume gioca un ruolo determinante, creando un microclima regolatore e favorendo l’equilibrio idrico delle vigne. Ma qui, il terroir non si limita a una lettura pedologica: è considerato come un sistema globale. Il dominio ha progressivamente abbandonato tutta la chimica di sintesi (diserbanti dal 2008, pesticidi dal 2009) per evolversi verso un'agricoltura biologica certificata nel 2013, poi verso la biodinamica certificata Demeter nel 2017.
In questo approccio, la vite è considerata un organismo vivente integrato in un ecosistema più ampio: suoli, piante, animali e influenze cosmiche interagiscono continuamente. Il lavoro si concentra sulla vitalità dei suoli, con preparazioni naturali, ritmi di lavoro sincronizzati con i cicli naturali e una volontà di rafforzare gli equilibri biologici. L’obiettivo non è solo evitare gli input, ma ricreare un sistema agricolo autonomo, capace di autoregolarsi ed esprimere pienamente la propria identità.
Oggi, Château de la Vieille Chapelle incarna una visione impegnata e coerente della viticoltura bordolese. La biodinamica non si limita alla vite: struttura l’intero dominio, dalle pratiche culturali fino all’accoglienza (circuiti brevi, materiali naturali, approccio globale al vivente). I Mallier cercano anche di ridare vita a vitigni antichi e dimenticati, in una logica di diversità e resilienza. Le vinificazioni sono pensate nella continuità di questo lavoro agricolo, con un intervento minimo per preservare l’espressione dell’annata e del luogo.
I vini che ne derivano si distinguono per la loro energia, la loro franchezza e una forma di sincerità raramente raggiunta in Bordeaux di questa categoria: vini vivi, nel senso letterale, che traducono una visione agricola tanto quanto uno stile.
Il Vino
Vigne pre-fillosseriche, piantate prima del 1860. Pied-francs.
Vino Naturale (senza SO2 aggiunto)
Vinificazione : Fermentazione con lieviti indigeni. Vinificato e invecchiato in vasca di cemento grezzo. Nessun solfito aggiunto. Vino non chiarificato, non filtrato.
Degustazione
Degustazione : Vino fresco, croccante, nervoso e teso. Tannini profondi, fini e persistenti. Il Bouchalès apporta acidità e freschezza, i merlot apportano profondità e rotondità.
Produzione media annuale : 700 (75 cl)
Abbinamento cibo – vino : Insalate Mediterranee, aragosta e pesce grigliato con olio d'oliva.